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9.1
2020


18:00

Sala Refettorio

Evento gratuito

A cura di Angela Demattè e Carmelo Rifici

Ciclo "LAC Incontra": Macbeth, le cose nascoste

 

TeatroIncontro

Il terzo dei cinque incontri curati da critici teatrali e dagli artisti protagonisti della stagione teatrale del LAC tratta del Macbeth firmato Carmelo Rifici

Carmelo Rifici firma la regia di Macbeth, le cose nascoste, riscrittura della nota tragedia shakespeariana, spettacolo che debutta in prima assoluta al LAC. Nel giorno stesso del debutto, Rifici, insieme ad Angela Demattè, drammaturga con cui collabora da anni, ci introduce alla loro nuova creazione. Esito di un lungo lavoro di ricerca drammaturgica, il nuovo affondo di Rifici nella scrittura dei classici si è avvalso della consulenza scientifica di due psicoanalisti junghiani. È infatti dall’esplorazione del rapporto tra psicanalista, paziente ed oggetto che scaturisce una rinnovata lettura del testo shakespeariano e del lavoro con gli attori.

I prossimi appuntamenti del ciclo “LAC incontra”:

Mille e una Svizzera: la scena contemporanea
Me19.02, ore 18:00, Sala Refettorio

Incontro con la Compagnia del Teatro dell’ Elfo
Me 11.03, ore 18:00, Sala Refettorio


Carmelo Rifici
Classe 1973, laureato in Lettere Moderne, si diploma alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino. Affianca Luca Ronconi nelle produzioni del Progetto Domani, legate alle Olimpiadi di Torino 2006. Collabora sempre con Ronconi per Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, Ulisse doppio ritorno di Botho Strauss e Porfirio, Turandot di Giacomo Puccini e Il mercante di Venezia di William Shakespeare. Nel 2001 firma la regia di Cinque capitoli per una condanna per il Teatro Stabile di Torino. Nel 2002 mette in scena Tre sorelle di Anton Cechov per il Teatro Verdi di Milano e il Teatro della Contraddizione di Milano. Dal 2003 al 2006 è regista residente al Teatro Litta di Milano dove allestisce Il giro di vite, La tardi ravveduta, La Signorina Julie. È stato docente di recitazione e analisi del testo per il Corso di Perfezionamento per attori dello IUAV di Venezia, al Corso di Perfezionamento Centro Teatrale di Santa Cristina diretto da Luca Ronconi, alla Scuola del Teatro Stabile di Torino e all’Accademia dei Filodrammatici di Milano. Dal 2014 è direttore artistico di LuganoInScena del LAC di Lugano, dove dirige Gabbiano, Ifigenia, liberata da Euripide, Purgatorio e Avevo un bel pallone rosso. Sempre nel 2018 dirige Il Barbiere di Siviglia che segna il debutto dell’opera lirica al LAC. Nel settembre del 2019 firmerà la regia di Gianni Schicchi di Puccini e di L’heure espagnole di Maurice Ravel al Teatro Grande di Brescia. Dal 2015 dirige la Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo di Milano.

Angela Demattè
Nata e cresciuta a Trento, dopo la maturità si trasferisce a Milano dove si laurea in Lettere Moderne e si diploma all'Accademia dei Filodrammatici. Fa l’attrice per alcuni anni, alternando progetti personali a lavori da scritturata. Nel 2009 incontra la storia di Mara Cagol e inizia la sua attività di drammaturga per raccontarla. Il testo si chiama Avevo un bel pallone rosso e vince il 50esimo Premio Riccione e il Premio Golden Graal Astro nascente per il teatro. Il lavoro è messo in scena da Carmelo Rifici, con il quale inizia un rapporto di collaborazione e profonda ricerca che, negli anni, dà alla luce alcuni spettacoli: L’officina- storia di una famiglia, il progetto Chi resta (scritto con Renato Gabrielli e Roberto Cavosi), Clitennestra o la morte della tragedia per Elisabetta Pozzi e Il compromesso, scritto per gli allievi dell’Accademia dei Filodrammatici. Con lo stesso regista scrive nel 2016 Ifigenia, liberata prodotto dal LAC di Lugano e dal Piccolo Teatro di Milano. Negli stessi anni lavora su altri progetti: Stragiudamento e Lungh ‘me la Fabrica del Domm (regia di Andrea Chiodi), Stava la madre (vincitore dei Teatri del Sacro, regia di Sandro Mabellini) , Guida estrema di puericultura scritto con Francesca Sangalli (finalista premio Dante Cappelletti, regia di Renato Sarti). Nel 2014 lavora al progetto Mad in Europe, che vince il Premio Scenario 2015 in corrispondenza della nascita del suo terzo figlio. Lo spettacolo arriva secondo al Premio Sonia Bonacina. Nel 2017 lavora alla traduzione de La bisbetica domata di William Shakespeare per la regia di Andrea Chiodi. Il suo lavoro è pubblicato in Italia, Francia e Svizzera. J’avais un beaux ballon rouge è in scena in Francia, Svizzera, Belgio e Lussemburgo per quattro stagioni con la regia di Michel Didym, premio Palmarès Coup de coeur per gli interpreti Richard e Romane Bohringer.